Empatia e compassione: tutti ne potremmo usare di più

settembre 26, 2014 by · Leave a Comment
Filed under: Carità, Compassione, Fede 

Giobbe è un mio caro amico. Almeno, così ci si sente dopo aver trascorso tutto il tempo che ho passato a studiare il libro di Giobbe nell’Antico Testamento. Ho trovato molti modi diversi di approcciarmi alla storia e ho imparato  molte lezioni. Ma, a mio parere, uno dei più potenti messaggi allegorici delle esperienze di Giobbe è il bisogno vitale dell’empatia e della compassione.
Per come la vedo io, questi due comportamenti hanno molto in comune, ma hanno anche una grande differenza. Merriam-Webster descrive la compassione come l’avere una coscienza solidale con un’altra persona che vive un disagio, e insieme avere il desiderio di alleviarlo. La definizione di empatia è molto più dettagliata, ma il punto che si distingue fortemente, per me, è che vuol dire vivere indirettamente i pensieri e i sentimenti di un altro. L’empatia, dunque, fa un passo ulteriore, oltre la compassione. Alcune persone credono che non si possa avere empatia se non hai realmente vissuto ciò che un’altra persona sta attraversando. Non c’è dubbio che, dopo aver effettivamente attraversato ed essere sopravvissuto a qualcosa, questo dia ad una persona una grande quantità di empatia. Ecco perché abbiamo dei gruppi di sostegno. Ecco perché un sopravvissuto al cancro, è in grado di offrire un livello più profondo di compassione ad un malato di cancro, rispetto a chi non si è mai trovato a vivere quella situazione.

L’empatia, però, è qualcosa che, credo, possiamo acquisire, dato l’uso dell’enorme capacità del cervello umano di riuscire semplicemente ad immaginare. Lo facciamo per tutto il tempo, quando leggiamo, guardiamo i film, sogniamo ad occhi aperti. Chi di noi, anche con il minor grado di umanità, non è in grado di leggere una notizia di qualche evento terribile e non immaginare come sarebbe stato se fosse successo a noi? Pertanto, è possibile incontrare le lotte e le sofferenze di un altro essere umano e semplicemente offrire compassione a un livello più profondo, più sensibile, che crea un collegamento con un essere umano, anche se solo per un momento, che aiuta a sollevare i pesi di un altro, in un modo produttivo e caritatevole.

Come gli amici e la famiglia valutano Giobbe nella Bibbia

mormon-aid-kitsTornando alla storia di Giobbe, i suoi amici fanno un interessante studio di ciò che aiuta e di ciò che ostacola decisamente il processo di lutto di chi soffre. Dopo che Giobbe vede dieci figli, uccisi nello stesso evento, e perde tutta la sua ricchezza e le sue cose, possiamo immaginare il peso del dolore e della sofferenza che sta vivendo? Poi, la moglie gli dice di “maledire Dio e morire.” Dato che Giobbe non ha mai perso le sue convinzioni, per quanto riguardava la sua fede in Dio, e stava sinceramente cercando l’aiuto di Dio, per comprendere le sue prove, si può anche assumere che il matrimonio non gli stava dando molto sostegno a tale riguardo. Quando gli amici di Giobbe arrivarono sulla scena, si sedettero con lui per sette giorni, in silenzio. Incredibile! Solo un amico vero e devoto sarebbe stato semplicemente accanto a lui a condividere il suo dolore in questo modo. Ma, poichè i problemi di Giobbe peggioravano ed egli era afflitto anche da problemi di salute terribili, i suoi amici hanno cominciato a mostrare i segni delle proprie debolezze e ad andare via. A Giobbe, ciascuno dei suoi amici dice che egli deve aver fatto qualcosa di sbagliato, per attirare questo tipo di sofferenza su di sé, e che, sicuramente, ci deve essere qualcosa che egli possa fare per risolvere il problema. Parliamo di aggiungere al danno la beffa! Il fatto è che non so se una persona che abbia mai letto questa storia, con vero intento, non si sia mai chiesta la stessa cosa. Come esseri umani, forse vogliamo così disperatamente trovare la ragione per la sofferenza, perché non possiamo immaginare come possiamo ricevere così tanto male, a meno di non esserne responsabili. Forse ci sentiamo meglio quando possiamo trovare qualcuno a cui dare la colpa, o quando siamo in grado di trovare una soluzione in grado di risolvere il problema. Quando la sofferenza degli altri comincia a farci morire di disagio, come rispondiamo? Possiamo continuare ad offrire compassione, anche empatia, o iniziamo a scavare, per cercare le risposte alle domande che ci fanno sentire meglio? Non vogliamo un motivo per essere in grado di guardare lontano, perché la nostra impotenza e il dolore è troppo da sopportare? Abbiamo paura che potrebbe accadere a noi, quindi abbiamo bisogno di sezionare il problema in modo da capire cosa si può fare per evitare tanta sofferenza?

CaritàLa sofferenza è tutta intorno a noi. Noi tutti la sperimentiamo in misura diversa, ma tutti possiamo guardarci intorno e vedere qualcuno che ha delle prove che non vorremmo mai desiderare di prendere su di noi, anche se questo significa essere in grado di rinunciare alla nostra parte di dolore. Non c’è ovviamente la misura di ciò che è “giusto” in questa vita. Questo è qualcosa che viene bilanciato nella vita a venire. Penso che Giobbe sapesse che, con la sua fede in Dio, egli era in grado di sopportare tutto questo, anche se faticava a capire perché fosse successo a lui.

La mia propria vita è stata un caso particolarmente interessante di sofferenza e di lotta. Non lo dico per cercare compassione o attenzione. In realtà, è tutto il contrario. Io preferisco mantenere il mio dolore per me, ma mi sono spesso sentita obbligata ad usare i miei doni particolari per rendere gli altri consapevoli che le difficoltà della vita non sono rispettose delle persone. I miei problemi di salute sono andati avanti per molti anni, e si sono brutalmente complicati, ad un punto, talmente tanto che è impossibile da spiegare a qualcuno, non si può far capire quello che sta succedendo all’interno del mio corpo senza prendersi un’ora o due e fare, forse, una dimostrazione di PowerPoint. Potrei riassumere brevemente dicendo che ho una malattia celiaca non diagnosticata che è andata avanti per così tanti anni che ha raso al suolo diversi sistemi del corpo e, poi, una serie di diversi medici non hanno fatto alcun intervento, o non ne hanno cercati, e nel lungo termine i risultati di tali danni, hanno portato a far si che tutto continuasse a peggiorare, invece di migliorare. Il cancro al seno è stato gettato nella mischia, come un ulteriore bonus, e il tutto è stato condito dalla mia tendenza ad avere emicranie croniche come manifestazione della mia cattiva salute. Il mal di testa insidioso e misterioso che sembra il modo che ha il mio corpo di urlare: “Io non sto bene! Aiutami!”. Ma le soluzioni sono difficili, complicate e potrebbero richiedere anni, per riparare il danno. Ho finalmente trovato un grande medico che ha preso in cura ogni aspetto di quello che sta succedendo e ho speranza di ottenere un miglioramento. Eppure, il mal di testa rimane un po’ un mistero per lui, anche se sta cercando attivamente molte strade diverse per far si che smetta. Mentre esso è probabilmente il risultato di tutti gli altri problemi, gli altri problemi hanno un miglioramento più lento a causa delle cefalee. Il mio medico ha definito il mio corpo una “tempesta perfetta.” Dal momento che i problemi di salute hanno reso difficile lavorare, le sfide finanziarie sono sempre presenti sulla scia delle miei continue lotte con il dolore, la debolezza e la stanchezza estrema. Tutto ciò ha inoltre influito sullo stato della mia casa, su ogni relazione nella mia vita e ha lentamente divorato la mia identità come moglie, madre, casalinga, oratrice pubblica, scrittrice e autrice. Quindi, Giobbe è uno dei miei più cari amici.

Ancora una volta, vorrei sottolineare che sto raccontando tutto questo non per sollecitare pietà. Si tratta piuttosto di un caso di studio molto personale, sul valore della compassione e dell’empatia. E non sto parlando solo della gentilezza che mi è stata offerta da altri, ma anche della gentilezza che offro agli altri. Essere nel dolore non mi dà alcuna scusa per essere scortese con qualsiasi persona che incontro, soprattutto non con quelle che vivono sotto lo stesso tetto con me e che restano accanto a me, mentre sono incollata al mio letto mese dopo mese. E’ vitale per me avere compassione ed empatia, anche per ciò che riguarda loro. Non ho mai vissuto con qualcuno che avesse sofferto così tanto, per così tanto tempo, quindi non posso davvero sapere cosa si prova, ma posso immaginarlo, e so che non può essere facile.

Come si può aiutare una persona attraverso una prova?

Proprio nel modo in cui altre persone si comportano verso di me, ho visto tutto. Ho trovato interessante il fatto che quando ho avuto sei interventi chirurgici in un anno (con una casa enorme e un’alluvione ha richiesto la sua ricostruzione, proprio durante quel periodo), le persone intorno a me erano più inclini alla gentilezza e a compiere degli sforzi per aiutarmi. Queste erano molte delle sfide che la gente poteva comprendere. Ma quando la mia sofferenza è andata avanti senza la possibilità di coglierne le ragioni, la gente ha cominciato a prendere le distanze da me, era diventato scomodo parlare con me, e molte, molte persone mi hanno dato consigli e soluzioni che erano, in realtà, ben inteso, dettate dall’ignoranza e da un evidente tentativo di alleviare il proprio disagio; mi sono state dette alcune cose che erano vere e proprie parole crudeli, come consegnare un agnello ad un lupo, per così dire. Non riesco a contare quante volte le persone hanno coraggiosamente condiviso con me la loro soluzione al mio problema, come se, seguendo i loro consigli, avrei potuto risolvere tutto. Vorrei tornare indietro e rifare più di un centinaio di conversazioni per chiedere a questi individui ben intenzionati, di spiegarmi esattamente com’è la mia malattia e che cosa significa, e, una volta loro fossero riusciti a farlo, allora si che sarei felice di ascoltare i loro suggerimenti.

Dal momento che la celiachia richiede una dieta rigorosa e intensa, che elimina completamente il glutine, ho avuto più di una persona che mi ha detto qualcosa del tipo: “So come ti senti. Una volta ho dovuto evitare i carboidrati per mesi”. In questi colloqui mi sono morsa la lingua per non dire a queste persone che non riesco a mangiare un’insalata, se le verdure sono state lavate nello stesso scolapasta di plastica utilizzata per il risciacquo della pasta, anche se è passato attraverso la lavastoviglie, perché le molecole di glutine possono farmi male, e possono nascondersi nei pori della plastica, anche con una pulizia accurata. Il punto è che sono venuta a sapere che ci sono momenti in cui è possibile condividere le informazioni con qualcuno che li aiuterà a guadagnare qualche punto di vista sulla propria vita, ma ci sono momenti in cui è meglio non dire nulla, perché semplicemente le persone non sono interessate a sentire quello che vorrei disperatamente dire. Tendo a parlare troppo quando sono nervosa o mi agito e, spesso, sono uscita da molte conversazioni che mi hanno fatto stancare e ho provato a spiegare il mio punto di vista in modo talmente forte, da venirne fuori come fossi pazza, e poi me ne sono pentita. A volte il silenzio è veramente d’oro. Noi tutti vorremmo poter tornare indietro e rifare le conversazioni piene di incomprensioni e che hanno causato una ferita ai sentimenti. Ma non possiamo tornare indietro; possiamo solo imparare e andare avanti. E dobbiamo andare avanti.

società di soccorsoHo realizzato attraverso queste molte esperienze che non fa parte di me, essere arrabbiata o offesa in risposta. Se mi sento in quel modo, poi ho bisogno di affrontare il tutto in modo appropriato e andare avanti. Nella maggior parte dei casi, non ho modo di sapere se le loro parole sono motivate dalla vera bontà o se provengono da una sorta di istinto egoista. Non fa per me decidere, perché non posso. A volte, chiarire richiede una conversazione successiva, per aiutarli a comprendere; e, a volte, richiede solo il lasciar andare tutto. Mentre spesso sento un disperato bisogno di compassione e di empatia da altri, ho imparato sempre di più quanto gli altri hanno bisogno di compassione ed empatia da me, anche se è solo il mio modo di pensare e di sentire verso i miei fratelli umani. Potrei restare qui, in questo letto, e marcire in rabbia e amarezza, se scelgo di concentrarmi su tutti gli aspetti negativi di quello che è successo alla mia vita e di come le persone si comportano verso di me, a causa di essa. O posso concentrarmi sulla mia crescita spirituale ed emotiva e imparare a vivere in un luogo di pace.

Ovviamente ho potuto creare una lista molto lunga di tutte le cose che non dovrei dire a qualcuno che sta affrontando la sofferenza cronica, per qualsiasi motivo. Io preferisco invece condividere un buon esempio che è accaduto solo pochi giorni fa. Mi ero tirata fuori dal letto e sono riuscita a rendermi presentabile al fine di andare all’incontro di orientamento per prepararmi alla registrazione al liceo di mia figlia. Dal momento che lei è la più giovane dei miei figli, che sono suddivisi in vari anni, io sono già una delle mamme più vecchie, alle scuole medie inferiori, e non voglio certo assomigliare ad una mamma anziana. Come se lei non ne avesse già abbastanza da superare, nel vivere con una madre che riesce appena ad uscire dal letto ed è raramente partecipante attiva nella sua vita da adolescente. Così, ho deciso di andare all’incontro, anche se non vedevo l’ora di tornare a letto, quando una donna nel mio quartiere mi si è avvicinata, mi ha dato un abbraccio e ha detto che era bello vedermi. Mi ha guardato bene e poi ha detto semplicemente: “Ho sentito che sei stata davvero male”. Al contrario, se avessi fatto quello che la maggior parte delle persone normalmente fa e mi avesse chiesto che cosa sta succedendo, avrei balbettato qualche tipo di spiegazione che non può essere spiegata in due minuti e che mi lascia con una sensazione un po’ bizzarra. Sono stato in grado di rispondere molto tranquillamente: “Sì, è stato un momento difficile, ma sono molto fortunata”. Ha espresso la speranza che mi sentissi meglio e ho sentito un’apertura e una genuina preoccupazione, da parte sua, che mi ha dato la possibilità di condividere qualcosa in più se avessi voluto, ma non mi ha fatto sentire come se dovessi spiegare qualcosa, in modo da farla sentire più a suo agio. Abbiamo camminato fuori dall’edificio insieme, parlando delle nostre figlie che vanno a scuola, i nostri nipoti e le cose per le quali dovremmo essere grate. Lei mi ha accompagnato alla macchina e mi ha dato un altro abbraccio e sono andata a casa con la sensazione di aver davvero avuto una qualche interazione umana, senza che fosse definita dalla mia malattia.

Donna sulla sedia a rotelleIo prego ogni giorno per i miracoli di guarigione, e perchè la mia “prigionia” possa essere trasformata, com’è stato per Giobbe. So che Dio ha un piano per me, e queste esperienze non sono casuali, né sono alcun tipo di punizione. Un giorno capirò, e nel frattempo mi sforzerò di guadagnare più compassione ed empatia per gli altri, così come per me. Essere paziente con se stessi può essere una grande esperienza di apprendimento, per conto suo.

Alla fine della storia di Giobbe, non ci sono risposte evidenti di ciò che è cambiato, per liberarlo dalla sua prigionia. Egli si pente, ma di che cosa esattamente? Egli riconosce il potere e la presenza di Dio più pienamente di quello che avesse fatto prima. Potremmo fare la stessa cosa. Ma io credo che il vero cambiamento di Giobbe nel cuore, sia personale di Giobbe, e questo è il motivo per cui la storia è un po’ criptica su quello che è successo esattamente. La linea di fondo è che egli si rese conto che aveva bisogno di fidarsi completamente di Dio, perché Dio sapeva quello che stava facendo, anche se Giobbe nel suo stato di debolezza dell’umanità non poteva capire. Noi, come esseri umani, non abbiamo bisogno di capire la sofferenza di un’altra persona, al fine di offrire un’autentica compassione ed empatia sincera. Ci vuole solo un piccolo sforzo, per andare oltre l’aspetto esteriore di una situazione e dei fatti limitati che potremmo vedere. Anche con quelle persone che conosciamo bene, dobbiamo ricordare che nessun altro essere umano può conoscere pienamente il cuore e la mente di un altro. Ma possiamo ancora essere caritatevoli e gentili. Anche se una persona ha fatto la scelta di portare un po’ o tanta della propria sofferenza su di sé, possiamo ancora essere compassionevoli. La carità non significa condonare; compassione non significa approvazione. L’umanità sarebbe molto meglio se noi, come individui, potessimo imparare a distinguere la differenza e agire su di essa in modo appropriato.

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Linea del tempo della storia dei pionieri mormoni

settembre 19, 2014 by · Leave a Comment
Filed under: Storia mormone 

Linea del tempo
Quella che vedete di seguito è una fotografia di una pagina presa dal sito history.lds.org.

La prima sezione mostra i principali eventi che hanno avuto luogo nella vita dei pionieri, prima e dopo essere sopravvissuti al lungo percorso fatto fino alla Valle del Lago Salato. Il grafico rappresenta la linea temporale della vita di due donne pioniere, che hanno attraversato un periodo di 200 anni.

Mary Ann Pulver VanLeuven (28 Marzo 1768 – 7 Aprile 1861) aveva circa 84 anni di età ed era una vedova, quando ha attraversato le pianure con la compagnia di Robert Wimmer. Prima di intraprendere il viaggio verso ovest, ha assistito a molti eventi, dalla Dichiarazione d’Indipendenza ai primi santi in partenza verso Nauvoo, in Illinois, e allo spostamento successivo, con Brigham Young, nello Utah. Era la figlia di John e Mary Ann (Spenser) Pulver. Aveva sposato John VanLeuven nel 1790. Egli morì nel 1847. Ella fu anche la madre di 12 figli: Cornelius, John, Ransom, Frederick, Matthew, David, Carson, Davis, Ann, Elizabeth “Betsey”, Calvin e Benjamin. Benjamin e Frederick la portarono a San Bernardino, in California, in un vagone carrozza. Ella venne catturata dagli indiani, durante il viaggio, e spogliata nuda, prima che fossero in grado di salvarla. Furono tra i primi a portare le arance e gli agrumi al sud della California. Molti dei loro discendenti vivono ancora nella zona.

Hilda Anderson Erickson (11 Novembre 1859 – 1 Gennaio 1968) nacque a Ledso, Skaraborg, in Svezia. Era la figlia di Pehr Anderson e Maria Kathrina Larson Anderson. Era la moglie di John August Erickson e aveva 2 figli, Amy Dorothy Erickson Hicks e John Perry Erickson. Aveva tre fratelli, John Pehr, Claus, e Charles Pehr Anderson. Attraversò gli Stati Uniti, da giovane ragazza. Durante la sua vita, assistette a vari eventi, dal completamento della prima ferrovia transcontinentale, alla prima missione umana di successo, verso lo spazio.

La seconda sezione della fotografia mostra un giorno nella vita di un pioniere che viaggiava in un vagone carrozza. Al fine di realizzare tutto ciò che doveva essere fatto in un giorno di tempo, i pionieri dovettero fare un calendario per includere persino la preparazione, da zero, del loro cibo, così come il prendersi cura di eventuali incidenti che potevano verificarsi e anche la riparazione dei loro carri.

La terza sezione è un confronto tra “allora” e “ora”.

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LA NATURA DIVINA DELLE DONNE

settembre 16, 2014 by · Leave a Comment
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Per alcuni mesi molti di noi hanno sentito voci provenire da oltreoceano di un movimento, portato innanzi da alcune sorelle di questa Chiesa, che hanno palesato l’insoddisfazione di non poter esercitare il ruolo sacerdotale come i fratelli.

Una volta, una donna saggia disse:

Chi di noi, chiamato a scavare una buca profonda di 20 metri, si lamenta insoddisfatto per non essere stato chiamato a scavarne una seconda?

Donna mormone suona la chitarraA volte ci chiediamo come mai alcune donne vogliano aumentare ulteriormente il proprio carico di covoni già sufficientemente grave, volendo ricoprire due, e non uno solo, dei diversi ruoli nel piano divino, quando uno sia già più che sufficiente e gravoso da portare a termine.

Spesso il motivo per cui non siamo sufficientemente soddisfatte del ruolo affidatoci dal nostro Signore è dovuto, in realtà, ad una mancata comprensione della nostra divina natura, del nostro valore agli occhi del Signore e quindi di noi stesse ed il nostro grande potenziale, del grande amore speciale ed il rispetto e la protezione che il Signore nutre nei nostri confronti.

Sor. Nadau una volta affermò:

Che le donne nascessero femmine su questa terra fu determinato molto tempo prima della nascita in questa vita terrena, così come lo furono le divine differenze tra maschio e femmina. Mi piace la chiarezza degli insegnamenti della Prima Presidenza e del Quorum dei Dodici contenuti nel Proclama sulla famiglia. Essi hanno dichiarato: «Il sesso è una caratteristica essenziale dell’identità e del fine della vita preterreni, terreni ed eterni dell’individuo». Da questa dichiarazione traiamo l’insegnamento che ogni donna era femmina e femminile in spirito già tanto tempo prima della sua nascita su questa terra.

Il presidente Faust ha notato:

Le donne grate di essere figlie di Dio ..sanno che alle donne è stata affidata la missione di servire gli altri come farebbero gli angeli….

Comprendono ciò che intendeva l’anziano Neal A. Maxwell quando disse:

Quando la vera storia dell’umanità sarà rivelata, sentiremo l’eco dei proiettili o il dolce suono della ninna nanna? Gli armistizi dei grandi generali o la pace portata dalle donne nella loro famiglia e nel vicinato? Ciò che è accaduto nelle culle e nelle cucine non avrà forse avuto maggiori effetti di ciò che è accaduto nei congressi?

Anziano Ballard ha affermato :

Nel grande piano del nostro Padre Celeste, gli uomini hanno la responsabilità peculiare di amministrare il sacerdozio, ma essi non sono il sacerdozio. Uomini e donne hanno ruoli diversi ma egualmente importanti. Proprio come una donna non può concepire un bambino senza un uomo, l’uomo non può esercitare pienamente il potere del sacerdozio, per stabilire una famiglia eterna, senza una donna. […] In una prospettiva eterna, sia il potere di procreare che il potere del sacerdozio sono condivisi da marito e moglie.

Ogni donna possiede un ruolo distinto ed unico. Essere figlia di Dio significa comprendere la propria identità e ritrovarla nell’attitudine gentile e sensibile, nella tendenza naturale all’aiuto ed al sostegno. Siamo esseri distinti con ruoli diversi, ma alcun ruolo è più importante dell’altro, solo diverso.

La convinzione di essere figlia di Dio vi darà un senso di rassicurazione riguardo al vostro valore. Ciò significa che potete trovare forza nel balsamo di Cristo. Questo vi aiuterà ad affrontare le sofferenze e le difficoltà con fede e serenità.

Mi chiedo se voi sorelle sapete apprezzare pienamente i doni, le benedizioni, le qualità in voi innate, di cui godete semplicemente perché siete figlie di Dio. ( J.E. faust)

Questo articolo è stato scritto da Ether Modugno.

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Una futura missionaria mormone parla di Amore e Carità

La decisione di svolgere una missione è stata un lungo processo, per me. Lo storico annuncio del presidente Monson, che permetteva alle sorelle di servire a 19 anni, ha avuto certamente un grande impatto. Tuttavia, non è stato fino alla mia prima visita alla tomba del giardino a Gerusalemme, lo scorso inverno, che ho veramente capito il mio amore per il vangelo. Quando ci siamo seduti in giardino cantando gli inni, le persone vicino a noi si fermavano ad ascoltare. Avevamo finito e avevamo iniziato ad andar via, quando una donna mi ha presa per il braccio e mi ha chiesto di che religione fossi. Sono un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, spesso inavvertitamente chiamata Chiesa mormone, e affinché la Chiesa potesse ottenere l’approvazione, per costruire il Centro di Gerusalemme per gli Studi Orientali, alla fine del 1980, abbiamo dovuto accettare di non rispondere alle domande o parlare della nostra religione in Israele. Purtroppo, ho dovuto dire a questa donna che non potevo davvero parlarne. Lei, gentilmente, mi ha risposto che andava bene e mi ha sorriso. Ma quando mi sono voltata, avevo gli occhi pieni di lacrime. Non ero mai stata in grado di condividere le mie convinzioni con qualcuno e non avevo mai voluto farlo così tanto.

L’Amore e la Carità sono la stessa cosa?

Ultimamente mi sono chiesta se c’è una differenza tra l’amore e la carità. Ho sempre considerato le parole come sinonimi. Ho cercato la parola “Carità” nel dizionario della Bibbia e ho letto: “La più alta, più nobile, più forte tipologia di amore, non è solo affetto; il puro amore di Cristo”.

Sono una persona molto visiva e così ho cominciato a pensare ad alcuni confronti, metafora e similitudini, tra quello che io considero l’amore e ciò che è la carità. Per esempio:

L’amore è una barretta di cioccolato Hershey.

La carità è una torta di cioccolato fuso e gelato.

L’amore è un fiore.

La carità è un intero bouquet.

L’amore è un sentimento.

Ma la carità è amore in azione.

“La carità non verrà mai meno”
mormon-aid-kitsAmo il motto delle donne mormoni della Società di Soccorso: “La carità non verrà mai meno”. Si adatta perfettamente, perché non ho mai fatto parte di un gruppo che ama e serve ogni altro, più di quello delle donne della Società di Soccorso. Nel manuale mormone “Predicare il mio Vangelo” si afferma: “La carità, come la fede, porta all’azione”. Guardando indietro, a quel giorno, nel giardino ove è la tomba, ho riconosciuto in quel momento la molla che ha attivato il mio desiderio di svolgere una missione. E’ stato l’inizio del mio amore per il Vangelo e dello sviluppare la carità… il desiderio di condividere con gli altri. Come missionari e membri della Chiesa, dobbiamo sviluppare degli attributi simili a quelli di Cristo. In 1 Corinzi 13:13 dice: “E ora dimora la fede, la speranza, la carità, queste tre cose; ma di tutte la più grande è la carità”.

Sono stata molto fortunata, nella mia vita del college, perché ho avuto le coinquiline più caritatevoli del pianeta. Mi ricordo in particolare un caso, quando ero in stanza con una delle mie migliori amiche, la scorsa estate. Mi sono svegliata molto malata e sono corsa subito in bagno. Vi risparmio i dettagli di quello che è successo dopo, ma, poi, ho preso una terrina dalla cucina e l’ho messa accanto al mio letto, per ogni evenienza. Sono tornata a dormire e ho dormito quasi tutto il giorno. La volta seguente in cui mi svegliai, trovai una scatola di crackers sul comodino, con una bottiglia di Sprite e una nota da parte sua. Si era svegliata e aveva visto la ciotola accanto al mio letto, era corsa al negozio, e mi aveva scritto una nota, prima di partire per il lavoro quella mattina. E’ stato un gesto semplice, ma il fatto di aver preso quel tempo del suo giorno, per prendersi cura di qualcun altro, mi ha davvero toccato, mi ha mostrato il vero amore di Cristo.

Il Presidente e Profeta Thomas S. Monson ha detto, nel suo discorso della conferenza, “La carità non verrà mai meno”:

C’è un forte bisogno della carità che dà attenzione a coloro che sono inosservati, a coloro che sono scoraggiati, aiuto a coloro che sono afflitti. La vera carità è amore in azione. Il bisogno di carità è ovunque.

Carità in azione

Proprio ieri sera ho potuto abbracciare lo spirito della carità. Ero al negozio di alimentari Smiths, con una buona amica, per acquistare gli ingredienti per fare alcuni dolcetti. Quando ci siamo avvicinate alla cassiera, ha scherzosamente detto: “Sai, quando si fanno dei dolci, bisogna portarne un po’ alla vostra cassa preferita”. Abbiamo riso e ho chiesto: “Beh, fino a quando sarai qui?” Ella ha risposto: “Fino alle 11” ed io ho detto: “Ok, bene, vedremo cosa possiamo fare al riguardo”. Siamo tornati a casa e abbiamo fatto i dolci, senza pensare molto alla conversazione che avevamo appena avuto con questa donna. Non è stato fino a quando me ne stavo andando e la mia amica ed io stavamo discutendo su chi avrebbe dovuto ricevere i dolci, quando ho detto: “Hey, andiamo a darli alla cassiera!”. Erano circa le 11, quindi abbiamo raccolto rapidamente i brownies su un piatto e ci siamo precipitati fuori dalla porta. Abbiamo chiamato Smiths e chiesto se la donna era ancora lì e lei c’era! Ci siamo precipitate all’interno del negozio e subito ci siamo dirette alla sua cassa. Le abbiamo consegnato i nostri dolcetti ed ella ci ha dato un abbraccio. Ci ha, poi, detto che era stata in ospedale, quel giorno, perché aveva avuto una reazione allergica ad un antibiotico. Non avrei potuto sentire più gioia, in quel momento, per essere stata in grado di rendere un po’ più bello, il giorno di questa donna, perché lei certamente lo meritava.

Ho scoperto che la carità non solo benedice coloro che servite, ma porta molte benedizioni anche a voi. C’è stato un periodo, nel mio primo anno di college, dove mi sentivo come se mi mancasse lo Spirito, nella mia vita. Io non stavo facendo nulla di male, quindi non ero sicura del perché mi sentissi in questo modo. Tutto quello che sapevo era che io desideravo quella convinzione potente che viene dallo Spirito. Ho cominciato ad elencare nel mio diario tutto quello che avrei potuto fare di più, perchè lo Spirito fosse più prevalente nella mia vita. Il mio elenco comprendeva; la preghiera, lo studio delle Scritture, la scrittura del diario, le visite al tempio, leggere la mia benedizione patriarcale, ecc. E poi fu come se una lampadina finalmente si accendesse e ho scritto in grandi lettere maiuscole “SERVIZIO”!! Non potevo credere che non ci avessi pensato prima.

C’è una citazione di Anne Frank che amo e che dice: “Nessuno è mai diventato povero, dando”. Quella citazione è vera e l’ho sperimentato con le mie coinquiline, lungo il mio anno da matricola. Non una sola volta abbiamo avuto una discussione, mai sentimenti cattivi l’una verso l’altra, né abbiamo mai detto nulla di offensivo su un’altra ragazza nell’appartamento. Abbiamo dimostrato sincera preoccupazione le une per le altre e siamo andate avanti, ognuna nel proprio modo di servirci l’un l’altra. Più di una volta sono tornata a casa e ho trovato una nota sul mio cuscino, senza un perché. Non c’erano sentimenti di negatività, rabbia o invidia. Noi non ci siamo giudichiamo e criticate e abbiamo sempre rispettato i punti di vista, gli uni degli altri. L’amore e la carità sembravano principi semplici da seguire, quando vivevo con queste ragazze. E’ stato così facile restituire a qualcuno che vi ha dato così tanto.

Ma allora ho scoperto quanto sia difficile sentirsi caritatevoli nei confronti di coloro che non sono così facili da amare. Quando una persona ti fa male, ti mente, ti chiama con dei nomignoli, ti sminuisce e ti prende in giro, non è così semplice.

Carità divina

4Gesù e i bambiniVerso la fine del mio periodo passato in Israele, stavo studiando la fine del Nuovo Testamento, riguardante la crocifissione di Cristo, in Luca capitolo 23. Egli viene portato davanti a Pilato ed Erode per essere messo alla prova. Pilato è disposto a rilasciare Gesù, ma quando chiede il popolo, esso risponde: “Basta con quest’uomo, rilascia Barabba (che è stato gettato in prigione per omicidio)”. Pilato ripete la sua offerta, e il popolo grida: “Crocifiggilo, crocifiggilo”. Nel versetto 33 a 34 continua: “E quando giunsero al luogo, che si chiama Calvario, là crocifissero lui e i malfattori, uno sul lato destro e l’altro a sinistra. Allora Gesù disse: Padre, perdona loro; perché non sanno quello che fanno”.

Silvia Allred, la precedente prima consigliera della presidenza della Società di Soccorso, ha detto:

Il Salvatore è l’esempio perfetto di come estendere la carità. Durante il Suo ministero terreno Egli ha mostrato compassione per gli affamati, per i peccatori, per gli afflitti e per i malati. Egli ha compiuto il Suo ministero tra i poveri e i ricchi; tra donne, bambini e uomini; tra familiari, amici e sconosciuti. Egli ha perdonato i suoi accusatori, e ha sofferto ed è morto per tutta l’umanità.

Pochi giorni fa stavo parlando con mia zia Diane, che ha servito una missione a St. Louis, ed ella mi ha detto: “I missionari sono lodati qui nello Utah, ma non è così ovunque. La gente ride di te, ti insulta e ti respinge”.

Io certamente non provo nemmeno una frazione del rifiuto, della beffa e del dolore che Cristo ha sofferto, durante i Suoi ultimi giorni a Gerusalemme, ma so che ci saranno momenti, durante la mia missione, in cui dovrò ricordare ciò che il profeta Mormon disse a Moroni, nel capitolo 7:48: “Pregate il Padre con tutta la forza del vostro cuore, per poter essere riempiti con il suo amore”. In ricordo di questo, posso anche ricordare che qualcun altro si è sentito così prima, e grazie a quanto ha fatto, un giorno potrò essere come Lui.

Ho trovato questa citazione, mentre ero a Gerusalemme, dell’anziano Melvin J. Ballard, egli dice:

“In quel momento, credo di poter vedere il nostro caro Padre dietro al velo che guarda Suo figlio lottare con la morte, finché anche lui non poteva sopportarne più a lungo la vista; e, come la madre che dice addio al suo bambino morente, deve essere tirata fuori dalla stanza, in modo da non guardare le ultime lotte di suo figlio, così Egli ha chinato il capo e si è nascosto in qualche parte del suo universo, il suo grande cuore quasi a pezzi, per l’amore che aveva per Suo Figlio. Oh, per quel momento in cui avrebbe potuto salvare Suo Figlio, lo ringrazio e lo lodo, perché non ci ha fatto fallire, perché aveva non solo l’amore di Suo Figlio in mente, ma aveva anche l’amore per noi. Mi rallegro che Egli non abbia interferito e che il suo amore per noi, ha reso possibile che Egli sopportasse le sofferenze di suo Figlio, per darci, finalmente, il nostro Salvatore e Redentore. Senza di Lui, senza il Suo sacrificio, non saremmo mai potuti essere glorificati, in Sua presenza. E così questo è quello che è costato, in parte, al nostro Padre nei cieli, donare il Suo unigenito Figlio agli uomini”.

Perfetto, infinito amore: questo è ciò che è la carità. E’, in definitiva, l’espiazione di Gesù Cristo. L’anziano Bruce R. McConkie ha dichiarato: “La carità è più che amore, molto di più; è amore eterno, l’amore perfetto, il puro amore di Cristo, che sussiste in eterno”.

Penso che io abbia capito cosa sia l’amore e sto solo cominciando a capire meglio che cos’è la carità. Per la mia comprensione, la carità è molto più ampia e profonda del semplice amore. Qualcuno può davvero capire il “puro amore di Cristo”? Più serviamo, più ci avviciniamo realmente a cogliere la piena capacità di cosa significa carità.

La mia vita cambierà, nel prossimo anno e mezzo, ma non sarà davvero incentrata su di me… ma su di Lui.

Mosia 2:17 dice: “Ed ecco, io vi dico queste cose affinché possiate imparare la saggezza; affinché possiate imparare che quando siete al servizio dei vostri simili, voi non siete che al servizio del vostro Dio”.

Ho una testimonianza di questo vangelo. So che è vero. Mi sento molto fortunata ad essere stata cresciuta in una famiglia che vive il Vangelo. Ricordo che da bambina, mio padre mi chiedeva sempre, la sera, prima di andare a letto, quale fosse la cosa più importante del mondo, e la mia risposta è sempre stata: “il Vangelo”. Non avevo capito l’importanza di esso, poi ma certamente sono cresciuta e ho visto le benedizioni che ha portato alla mia vita e alle persone intorno a me. So che è l’unico modo per avere la felicità eterna. Vi prometto che qualunque sia la cosa contro cui state lottando, qualunque sia la causa che vi sta causando mal di cuore, abbracciate il puro amore di Gesù Cristo e troverete la gioia. So che Gesù è il Cristo vivente. Egli è il Redentore del mondo e ha sofferto ed espiato per i peccati di tutta l’umanità. Questa vita non è facile, ma so che il Padre celeste e il nostro Salvatore Gesù Cristo amano ognuno di noi e vogliono che siamo felici. So che il Libro di Mormon è la parola di Dio. I suoi insegnamenti sono veri. Ci è stato dato per guidarci e dirigerci, per riportarci a Lui. So che il presidente Monson è il profeta vivente che guida e dirige la nostra chiesa, oggi. Mi sento molto fortunata ad avere questa conoscenza e la convinzione del Vangelo; non vedo l’ora di condividerlo con gli altri in modo che possano sentire la stessa gioia che sento io.

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Troppo buono per essere vero

agosto 25, 2014 by · Leave a Comment
Filed under: Testimonianza 

Sono nato a Salt Lake City, in Utah, e ho vissuto nello stesso quartiere, tutta la mia vita da bambino. Poi, quando ero un ragazzino di 12 anni, ci siamo trasferiti e ho iniziato una vita in campagna. Totalmente estranea a noi, la vita in fattoria è stata un’esperienza nuova di zecca, che si è rivelata essere meravigliosa.

Ottenere una testimonianza certa dello Spirito Santo

Padre - figlioStranamente, da quel momento, ho affrontato situazioni, nella mia vita, in cui il futuro era incerto e le circostanze del momento erano, a volte, confuse e persino inquietanti. Ma il Signore ha sempre visto attraverso me. Come membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, per tutta la mia vita ho partecipato a decine di riunioni di testimonianza dove altri hanno testimoniato l’influenza della Chiesa e del vangelo di Gesù Cristo, che forniscono la guida nella loro vita. Quando ero giovane, anche mio padre ha testimoniato della veridicità del Vangelo. La sua testimonianza era appassionata e sapevo che non avrebbe mai mentito. Qualcuno che conosce mio padre può confermarlo. Non era tipo da fare una cosa del genere, come stesse fingendo. Così, anche da bambino, sapevo che credeva che il Vangelo fosse vero. Sentivo il calore e la fiducia e la certezza che mi circondavano. Altri dicevano che le manifestazioni dello Spirito sarebbero arrivate tramite i pensieri e le impressioni, come un suono dolce e sommesso. L’ho sentito anche io, ma al momento non riuscivo a metterlo in parole.

Ricordo di aver pensato, allora: “È questo? È questa calda sensazione che parte dalla cima della mia testa e arriva alle punte delle dita dei piedi, lo Spirito?”. Naturalmente le parole erano quelle di un bambino, ma l’essenza della mia richiesta, era chiara, in queste domande. I miei genitori mi hanno insegnato il vangelo di Gesù Cristo e ho sentito che era giusto. Credevo che gli insegnamenti fossero veri, ma la sensazione che avevo era un evento frequente, per me, come un bambino in casa mia, e ho pensato che questo sentimento fosse troppo bello, per essere vero.

Ma ora, dopo una vita di esperienze attraverso le quali ho visto il suo compimento e ho sentito la certezza del Vangelo ancora e ancora, io ho familiarità con questa sensazione calda e confortevole.

Vivere il Vangelo attraverso la vita della progenie
mormon-family-historyCinque dei miei figli, sono femmine. Ogni anno, durante la loro adolescenza, possono frequentare il campus delle ragazze. In chiesa, la Domenica seguente, vi erano spesso discorsi da parte delle ragazze e dei dirigenti, riguardo a questa avventura di una settimana. Naturalmente, avevo un particolare interesse, nell’ascoltare questi discorsi, dal momento che le mie figlie e mia moglie erano spesso coinvolte. Beh, quest’anno non è stato diverso. La mia figlia più giovane, ha partecipato al campus, con mia moglie, ma questa volta sono stato effettivamente in grado di trascorrere l’ultima sera con mia figlia, mia moglie e le altre ragazze del campo. Ho sentito i loro racconti circa le attività di divertimento, in cui erano state coinvolte durante tutta la settimana.

Mi hanno raccontato di quando Ardeth Greene Kapp è arrivata a parlare con le giovani donne. Ella è una donna di 83 anni, ormai, e alcune delle ragazze pensavano che sarebbe stata una speaker lenta. Ma dal momento in cui ha iniziato la sua presentazione, le ragazze sono state affascinate dalle sue storie, dal suo umorismo e dalla sua testimonianza. La Chiesa incoraggia i dirigenti ispirati, al suo interno, e Kapp incarna tale persona. Ella è stata chiamata ad una posizione ecclesiastica come nona presidentessa dell’organizzazione delle Giovani Donne (1984-1992). Esercitando i suoi doni e le competenze per dirigere questa organizzazione, Kapp ha sviluppato gli elementi principali nel programma delle Giovani Donne, compresa la revisione del libro del Progresso personale e il motto ufficiale, il logo e il tema. La sua vita precedente a questa chiamata, l’ha portata ad avere le caratteristiche per guidare l’organizzazione delle Giovani Donne e usare questi attributi. Kapp stessa ha espresso questa idea: “Non ho riconosciuto il modo attraverso cui parti della mia vita hanno portato agli eventi successivi, fino a quando non ho guardato indietro. E ho pensato, oh bontà divina, il Signore davvero guida le nostre vite”. Dopo l’incontro, mia moglie stava parlando con l’accompagnatrice della Kapp. Ella ha detto che mentre sua sorella aveva dodici figli, sorella Kapp non era stata in grado di avere figli, ma aveva influenzato le giovani donne e i programmi del Progresso personale, per più di 20 anni. L’organizzazione delle Giovani Donne della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni istruisce, incoraggia e sostiene il Vangelo, per le adolescenti membri della Chiesa, di età compresa tra i 12 anni e i 17 anni.

Le giovani donne, delle nostre congregazioni locali sono state coinvolte in numerose altre attività durante la settimana; andando sulle canoe presso il lungomare, facendo escursioni verso l’alto e sfidandosi nella corsa, per citarne alcuni. Le avventure culminarono la sera in cui sono arrivato, con una passeggiata, un delizioso pasto e una riunione di testimonianza intorno ad un fuoco scoppiettante. La serata è stata assordante perché il vento ululava e gli alberi ondeggiavano e frusciavano di conseguenza. Eppure, le giovani donne perseverarono e uno per uno, molte delle ragazze si alzarono ed espressero il loro apprezzamento per il Vangelo, l’amore per le loro famiglie e testimoniarono della divinità del Salvatore. Ho pensato a me, mentre osservavo queste giovani donne, e a quanto fosse notevole e confortante vedere il calibro di queste giovani. Nonostante avessero trascorso una settimana in campeggio, in mezzo ai boschi, in mezzo a delle circostanze poco confortevoli e di fronte a condizioni di freddo e vento, queste giovani donne hanno impiegato del tempo ringraziando gli altri e promuovendo il bene intorno a loro. Questa esperienza è una metafora della vita, che si ripeterà più volte nel loro ruolo di madri.

Ora, è vero, io non sono un avvocato e non pratico legge dentro o fuori dall’aula, ma credo di aver visto abbastanza udienze per sapere che uno o due testimoni chiave, possono influenzare una giuria e, infine, dettare l’esito di un verdetto. Abbiamo visto molti casi simili, nel corso della vita. Confrontate le decine o centinaia, forse migliaia di testimonianze di altri, tra cui quelle delle nostre giovani donne, che testimoniano della verità del vangelo di Gesù Cristo. Il Signore ci ha promesso che se vivremo la Sua Parola, possiamo sapere da noi stessi che essa è vera. Questa settimana è stata ancora una volta la prova di questo.

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PRIMA LA FEDE, POI LE TESTIMONIANZE

luglio 27, 2014 by · Leave a Comment
Filed under: Fede 

missionari mormoniNon sono sempre stato un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Mi sono unito alla Chiesa, infatti, all’età di 19 anni. Prima di allora ,sebbene fossi stato cresciuto nella fede cattolica, non ero nemmeno sicuro dell’esistenza di Dio. Anzi, devo dire che ho attraversato delle fasi nella mia giovinezza in cui pensavo davvero che oltre questa vita ci fosse solo il nulla.

Quando, per la prima volta, ho incontrato i missionari della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, tuttavia, ero in un momento della mia vita in cui avevo un intenso e genuino desiderio di conoscenza ed ero abbastanza aperto mentalmente da prendere in considerazione quello che i missionari mi avrebbero detto.

ALLA RICERCA DI UNA CONFERMA

Il messaggio che condivisero, senza dubbio, destò in me un grande interesse ma, l’aspetto che più di ogni altro mi lasciò positivamente turbato, fu il loro invito a pregare direttamente Dio per conoscere da me stesso se ciò che andavano in giro a predicare fosse la divina verità. Devo dire che nessuno fino ad allora mi aveva lanciato una sfida simile e che, nonostante l’estrema semplicità della loro richiesta, a me sembrava qualcosa di veramente straordinario. Spinto dal forte desiderio di sapere che avevo e dal grande interesse che aveva suscitato in me quel primo incontro con i missionari, decisi di accettare l’invito che mi avevano esteso, nonché di continuare regolarmente a incontrarmi con loro affinché potessero istruirmi ulteriormente.

Ogni qual volta i missionari mi aiutavano ad apprendere qualcosa di nuovo, il mio entusiasmo e la mia voglia di sapere si accendeva. Alla fine di ogni lezione, inoltre, mi invitavano a seguire i comandamenti che man mano mi spiegavano. Puntualmente accettavo i loro inviti e cercavo al meglio delle mie possibilità di attuare nella mia vita quotidiana gli insegnamenti che mi impartivano. Restava, però, un grosso problema. Ancora, non avevo ricevuto una risposta per me sufficientemente chiara, durante le mie preghiere, che il messaggio condiviso dai missionari venisse effettivamente da Dio.

Un giorno, mentre cercavo di capire come mai non stessi ottenendo questa conferma “mediante il potere dello Spirito Santo”( vedere Moroni 10:3-5, Libro di Mormon) aprii il Libro di Mormon e i miei occhi si posarono sul seguente versetto: ”Ed ora io, Moroni, vorrei parlare un po’ riguardo a queste cose; vorrei mostrare al mondo che la fede consiste in cose che si sperano e non si vedono; pertanto non disputate perché non vedete, poiché non riceverete alcuna testimonianza se non dopo aver dato prova della vostra fede” (Libro di Mormon, Ether 12:6).

In quel momento ebbi un’illuminazione e cominciai ad avere una nuova comprensione e visione del significato della parola fede. Leggendo le parole di Moroni, infatti, giunsi alla conclusione che avrei dovuto continuare a studiare le scritture, andare in Chiesa e sforzarmi di osservare i comandamenti pur non avendo ancora ricevuto la conferma, la prova che cercavo. Solo in quel modo, dando prima prova della mia fede, mi sarei qualificato per ricevere delle testimonianze.

Non passò molto tempo a seguito di questa mia decisione che il Signore mi benedì abbondantemente con numerose e indimenticabili esperienze spirituali che mi confermarono, in maniera inequivocabile, che ero sulla strada giusta e che il vero Vangelo è stato restaurato sulla terra proprio come i missionari mi avevano precedentemente spiegato.

LA VIA INDICATA DAL SALVATORE

Spesso tendiamo ad attuare il procedimento inverso. Cerchiamo ,ossia, delle prove prima di mettere in pratica, prima di credere ed esercitare fede. Tuttavia, per esperienza personale, ho appreso che le scritture indicano l’unica giusta maniera di sviluppare fiducia in Dio. Il Salvatore stesso, durante il Suo ministero sulla terra, spiegò qual’era la chiave per avere accesso alla conoscenza spirituale quando disse: ”Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio”(Giovanni 7:17).

Questo articolo è stato scritto da Roberto Scordari.

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Quando il matrimonio diventa un campo di battaglia

Libertà

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente deciso di non rivedere il caso, molto seguito, riguardante un fotografo del New Mexico, che è stato sanzionato per essersi rifiutato di fotografare una cerimonia matrimoniale, tra persone dello stesso sesso, nel 2006. Anche se l’alta corte ha eluso la questione, per ora, questo è uno dei problemi pubblici americani, su cui si sta lavorando, per bilanciare la decisione del governo di dare il diritto alle coppie dello stesso sesso di sposarsi e il diritto costituzionale alla libertà di religione. La libertà di religione è un diritto dato da Dio per pensare, credere e agire secondo le nostre credenze e convinzioni profondamente radicate. Niente di meno che questo, significa non avere vera libertà, per nessuno. Il fotografo del New Mexico ha parlato di  un ottimo punto di vista e vale la pena leggerlo. Ecco quanto accaduto:

Elaine Huguenin ha rifiutato la richiesta via e-mail, spiegando che il suo lavoro va di pari passo con le sue convinzioni, dove l’artista e il potenziale cliente devono sentirsi a proprio agio, sia nella collaborazione, che nel creare un ricordo speciale che duri tutta la vita.

Ella e suo marito hanno concluso che non potevano “in coscienza” farlo, perché si sarebbero sentiti costretti a trasmettere e “celebrare” delle opinioni a cui sono contrari. “Il messaggio che una cerimonia tra persone dello stesso sesso, comunica che non c’è un credo religioso” ha detto.

La coppia dello stesso sesso ha assunto un altro fotografo e, poi, ha presentato una denuncia alla Commissione per i diritti umani, che ha multato i proprietari dell’impresa, per discriminazione. Ma questa, in realtà, dovrebbe terminare quando i due gruppi (fornitore e cliente)si dividono, in base a delle opinioni e credenze diverse. Ecco come la compassione e la tolleranza lavorano, in una vera ed equilibrata democrazia, con ogni parte che riconosce l’altrui convinzioni e con la comprensione che lavorare insieme non sarebbe reciprocamente vantaggioso. Quando celebriamo particolari momenti di vita, vogliamo essere circondati da persone che ci amano e non da coloro che non ci supportano e che  sono costrette ad aiutarci, per paura di ritorsioni. La verità è che nel difendere le sue convinzioni, Huguenin ha dato alla coppia la possibilità di trovare un fotografo che avrebbe catturato il loro giorno speciale, in un modo in cui ella non avrebbe potuto. Le persone, anche coloro che possiedono una propria impresa, non dovrebbero essere penalizzate perchè vivono secondo le loro convinzioni religiose. Quando avviene, ciò ha un effetto raggelante sulla nostra libertà.

I sostenitori del matrimonio tradizionale, così come i sostenitori del matrimonio omosessuale, devono imparare a vivere insieme, nel rispetto delle reciproche credenze e convinzioni. Questo significa che saremo d’accordo, a volte in grande misura. Ma, come l’anziano Quentin L. Cook, membro del Quorum dei Dodici Apostoli (con la Prima Presidenza, l’organo di governo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, a volte involontariamente chiamata Chiesa Mormone), ha detto:

Molti, in questo mondo, hanno paura e sono arrabbiati l’uno con l’altro. Pur comprendendo questi sentimenti, dobbiamo essere civili, nel nostro discorso e rispettosi nelle nostre interazioni. Ciò è particolarmente vero quando non siamo d’accordo. Invito ciascuno di noi, individualmente, a riconoscere che il modo in cui esprimiamo il non essere d’accordo è una misura reale di chi siamo e se veramente seguiamo il Salvatore. È opportuno dissentire, ma non è opportuno essere sgradevoli.

Rispettare le nostre differenze di opinione

L’attrazione per lo stesso sesso e il matrimonio tra persone dello stesso sesso sono questioni di divisione, perché colpiscono al cuore stesso del bisogno umano di amare ed essere amato e di appartenere a qualcuno. Sul suo sito web, sui mormoni e gay, la Chiesa di Gesù Cristo spiega:

Pochi argomenti sono emotivamente carichi o richiedono più sensibilità dell’attrazione per lo stesso sesso. Questa questione complessa tocca le cose che ci stanno più a cuore: la nostra umanità di base, il nostro rapporto con la famiglia, la nostra identità e il potenziale come figli di Dio, come ci trattiamo a vicenda e che cosa significa essere discepoli di Cristo.

Poiché questi problemi sono così emotivamente carichi, è facile farsi prendere dalla retorica e dagli insulti. Indipendentemente da dove uno si trova, nei riguardi del problema, ognuno di noi deve rispettare le opinioni diverse degli altri. L’anziano M. Russell Ballard, apostolo di Gesù Cristo, ha detto:

Ora mi rivolgo a tutti coloro che non sono della nostra fede. Se ci sono motivi di preoccupazione, parliamo con loro. Vogliamo essere utili. Vi preghiamo di comprendere, tuttavia, che le nostre dottrine e i nostri insegnamenti sono impostati dal Signore, così a volte dovremo accettare di essere in disaccordo con voi, ma possiamo farlo senza essere sgradevoli. Nelle nostre comunità possiamo e dobbiamo lavorare insieme in un clima di cortesia, rispetto e civiltà. Forse non c’è mai stato un momento più importante, per le persone di tutto il mondo, in cui stare insieme per il bene comune di un altro.

Lavorare insieme per il bene comune, significa che a volte dobbiamo mettere da parte le nostre differenze e lavorare verso obiettivi reciprocamente vantaggiosi. Noi non siamo d’accordo sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma possiamo costruire una comunità migliore, dove tutte le opinioni e le credenze vengano accolte nella pubblica piazza.

 Libertà di credere o di non credere

 

La più grande libertà che ogni uomo o donna ha, è la libertà di pensare e di agire secondo le proprie convinzioni più profonde. Questo si chiama libertà di religione o libertà di coscienza. Si tratta di un diritto divino che gli scrittori ispirati della Costituzione hanno messo come nostro primo diritto inalienabile. Coloro che vorrebbero mettere a tacere i loro critici o la loro opposizione, travolgono queste libertà. Quando si cessa di avere un dialogo aperto e sincero nella pubblica piazza, smettiamo di essere un popolo libero e cominciamo a vivere sotto la tirannia. L’anziano Dallin H. Oaks, un apostolo di Gesù Cristo, ha detto:

Il mio ultimo esempio sull’importanza della religione nel nostro paese, riguarda l’origine della Costituzione. La sua formazione, oltre 200 anni fa, è stata resa possibile da principi religiosi di valore e dalla dignità umana, e solo quei principi nei cuori della maggioranza della nostra popolazione diversificata, possono sostenere la Costituzione oggi. Io sostengo che i valori religiosi e le realtà politiche sono così interconnesse per l’origine e la perpetuazione di questa nazione, che non possiamo perdere l’influenza della religione nella nostra vita pubblica, senza compromettere seriamente le nostre libertà.

E’ bene ricordare gli avvisi di James Madison:

“Ci sono più istanze nel compendio della libertà delle persone, per abusi graduali e silenziosi di chi è al potere, che da usurpazioni violente e improvvise”.

Purtroppo, siamo sulla cuspide di tutto questo, proprio oggi. Se la cosiddetta libertà sessuale diventa sempre più importante nella nostra società, della libertà di religione, come sta cominciando a verificarsi, allora le nostre libertà fondamentali sono in reale pericolo. L’anziano Oaks ha detto:

Stiamo cominciando di sperimentare l’espansione della retorica e i rimedi che sembrano suscettibili per essere usati per raffreddare o addirittura penalizzare l’espressione religiosa. Gli individui di fede stanno vivendo una reale limitazione, solo perché cercano di esprimere le proprie convinzioni religiose in cui credono sinceramente.

Tutto questo mostra una traiettoria allarmante di eventi che puntano verso la limitazione della libertà di espressione religiosa, costringendola a cedere il passo ai “diritti” di coloro che si sentono offesi da tale discorso. Se ciò accade, avremo un perseguimento penale di coloro le cui dottrine religiose o i discorsi offendere coloro la cui pubblica l’influenza e il potere politico li confermi come una classe ufficialmente protetta.

Mentre i difensori del matrimonio tra persone dello stesso sesso sono alla ricerca di libertà dagli insegnamenti di Dio, stanno limitando la libertà di chi vorrebbe seguirlo. Quando facciamo di un gruppo,  una classe protetta, lo facciamo a spese del resto della nazione. Purtroppo, le protezioni hanno un prezzo elevato. L’anziano Oaks ha continuato:

Poche generazioni fa, l’idea che le organizzazioni religiose e i religiosi sarebbero stati sgraditi, nella pubblica piazza, sarebbe stato impensabile. Ora, tali argomenti sono abbastanza importanti da causare gravi preoccupazioni. Non è difficile vedere una strategia cosciente di neutralizzare l’influenza della religione e delle chiese e delle motivazioni religiose, riguardo eventuali problemi che potrebbero essere caratterizzati come politica pubblica. Come notato da John A. Howard del Centro Howard per la Famiglia, Religione e Società, i fautori dell’esilio “hanno sviluppato una grande abilità nel demonizzare coloro che sono in disaccordo con loro, trasformando i loro avversari in oggetti di paura, odio e disprezzo.” Il commentatore legale Hugh Hewitt ha descritto la circostanza attuale in questo modo:

“C’è una crescente fanatismo anti-religioso negli Stati Uniti. Per tre decenni le persone di fede hanno guardato uno sforzo sistematico e molto efficace, condotto nei tribunali e sui media, per cacciarli dalla piazza pubblica e per delegittimare la loro partecipazione alla vita politica, come se essi fossero, in qualche modo, una minaccia”.

Le forze che intimidiscono le persone con punti di vista basati sulla religione e che influenzano o fanno le leggi del loro stato o della loro nazione, dovrebbero rispondere a questa domanda: come sarebbero stati i grandi movimenti verso la giustizia sociale, citata in precedenza, che sono stati auspicati e pressati per essere adottati, se ai loro sostenitori religiosi fosse stato vietato l’esprimersi sulla piazza pubblica, perché le loro posizioni religiose o morali private ​​non erano una base razionale per le decisioni pubbliche?

La libertà di religione è una garanzia che riguarda tutti, perché ognuno è libero di credere in Dio, o non credere in Dio. Ma tale libertà è il precursore di tutte le altre libertà, la libertà di parola, la libertà di stampa, la libertà di riunirsi, solo per citarne alcuni. Quando ci si limita nella libertà di religione, limitiamo tutte le nostre altre libertà. E il defunto presidente Ezra Taft Benson, profeta di Dio e presidente della Chiesa di Gesù Cristo, ha detto: “Una volta che la libertà è perduta, solo il sangue umano la farà vincere di nuovo”.

Credenze religiose in una libera economia di mercato

Ci sono alcuni che sostengono che le credenze religiose personali non hanno posto negli affari, ma questo è sbagliato. Le persone religiose vivono secondo le loro convinzioni per tutto il tempo, non importa dove si trovino. L’anziano Russell M. Nelson, un apostolo di Gesù Cristo, ha detto:

Medici, accademici e politici sono spesso messi di fronte ad una prova di fede. Nel perseguimento dei loro obiettivi, la loro religione li influenzerà o sarà nascosta? Sono legati a Dio o agli uomini? Ho avuto una prova del genere, decenni fa, quando uno dei miei colleghi di facoltà medica mi ha redarguito perchè non separavo la mia conoscenza professionale, dalle mie convinzioni religiose. Egli ha chiesto che io non combinassi le due, insieme. Come avrei potuto farlo? La verità è la verità! Non è divisibile e nessuna parte di essa può essere annullata.

Se la verità emerge in un laboratorio scientifico o attraverso la rivelazione, essa emana comunque tutta da Dio. Ogni verità è parte del vangelo di Gesù Cristo. Eppure mi veniva chiesto di nascondere la mia fede. Non ho ottemperato alla richiesta del mio collega. Ho lasciato la mia fede in mostra! In tutte le attività professionali, sono necessari rigorosi standard di accuratezza. Gli studiosi hanno a cuore la loro libertà di espressione. Ma la piena libertà non può essere vissuta, se una parte della propria conoscenza è governata dal “superamento dei confini” delle disposizioni degli uomini.

Lo stesso vale per gli imprenditori. Essi devono essere autorizzati a difendere le loro convinzioni, senza essere sanzionati dal governo, altrimenti nessuno è veramente libero. Gli insegnamenti religiosi aiutano anche a fornire una bussola morale, che è uno strumento tanto necessario, quando si tratta di pratiche commerciali. L’anziano D. Todd Christofferson, un apostolo di Gesù Cristo, ha detto, nel 2009:

Nella maggior parte del mondo, abbiamo sperimentato una recessione economica estesa e devastante. Essa è stata causata da molteplici cause, ma una delle cause principali è stato il diffuso comportamento disonesto e immorale, in particolare nei mercati immobiliari e finanziari degli Stati Uniti. Le reazioni si sono concentrati sull’emanazione di più e più forti regolamentazioni. Forse questo può dissuadere alcuni dal comportamento senza scrupoli, ma altri semplicemente diventano più creativi nella loro elusione. Non potremmo mai avere abbastanza regole, così finemente lavorate da anticipare e coprire ogni situazione, e anche se ci fossero, l’applicazione sarebbe incredibilmente costosa e onerosa. Questo approccio porta ad una diminuzione di libertà, per tutti.  

Alla fine, è solo la bussola morale interna in ogni individuo, che può efficacemente affrontare le cause alla radice, così come i sintomi del degrado sociale. Le società lotteranno invano per stabilire il bene comune, fino a quando il peccato non verrà denunciato come peccato e la disciplina morale non prenderà il suo posto nel pantheon delle virtù civiche.

Noi non possiamo, e non dovremmo, separare le credenze religiose, nel mondo degli affari. Abbiamo bisogno di valori etici e morali stabiliti da queste convinzioni. Ci saranno differenze di opinione, soprattutto quando si tratta di trattare con il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ci sono persone e aziende che celebrano il matrimonio omosessuale e ci sono persone e aziende che non lo fanno. Ma i diritti dei sostenitori del matrimonio dello stesso sesso, non possono vincente con la secolare garanzia costituzionale della libertà di espressione religiosa. Gli imprenditori sono ancora persone e hanno ancora il diritto alle loro credenze religiose. Costringerli a fare qualcosa di contrario alle proprie convinzioni, è tirannia. Ed è inutile in un’economia di libero mercato, dove ci sono molte altre opzioni. L’America è il grande punto d’incontro, perché la gente di tutte le provenienze, culture e fedi può vivere insieme pacificamente. Ma questo avviene solo se lavoriamo insieme, per costruire una nazione migliore. I sostenitori del matrimonio tra persone dello stesso sesso hanno tutto il diritto di promuovere la loro causa, ma i loro oppositori che sono in disaccordo con la loro causa, hanno lo stesso diritto di esprimere pubblicamente le proprie opinioni e lottare per esse. Quando gli americani lavorano insieme per affrontare le questioni del matrimonio dello stesso sesso, dobbiamo essere rispettosi e cortesi l’uno con l’altro.

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I mormoni e il valore dell’apprendimento che dura tutta la vita

luglio 22, 2014 by · Leave a Comment
Filed under: Apprendimento 

La parola “educazione” è definita dal sito Dictionary.com come “l’atto o il processo di impartire o acquisire delle conoscenze generali, sviluppando le capacità di ragionamento e di giudizio, e in generale di preparare sé o altri intellettualmente, per la vita adulta”. In breve, l’educazione è un’esperienza illuminante, o come Sydney J. Harris, un giornalista americano del Chicago Daily News e poi del Chicago Sun-Times, astutamente ha dichiarato: “Lo scopo dell’educazione è quello di trasformare gli specchi in finestre”. Tuttavia, come qualcuno ha intelligentemente motivato: “Un sistema educativo non vale molto se insegna ai giovani come guadagnarsi da vivere, ma non gli insegna come farsi una vita”.

 

Perchè i mormoni danno un gran valore all’educazione

StudioE’ desiderio di ogni membro fedele della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, diventare più simile al proprio Padre in cielo. Un modo in cui questo avviene, è attraverso l’educazione della mente, che permette ad una persona di sviluppare le competenze e i talenti che non solo dimostrino di essere di grande valore e lo aiutino ad apprezzare la vita mortale, ma che saranno di valore anche nella vita che ci sarà in seguito. La rivelazione moderna, come registrata in Dottrina e Alleanze 130:18, insegna: “Qualsiasi principio di intelligenza noi conseguiamo in questa vita, sorgerà con noi nella risurrezione”.

Robert Maynard Hutchins, un filosofo educativo, preside della Scuola di Legge di Yale, e Presidente e Rettore dell’Università di Chicago, viene citato per aver detto: “L’obiettivo della formazione è quello di preparare i giovani ad educarsi per tutta la vita.” Egli ha inoltre dichiarato “la mia idea di educazione è quello di turbare le menti dei giovani e infiammare il loro intelletto.” Queste idee intellettuali e altre, sono incorporate nella filosofia che Santi degli Ultimi Giorni, che sostengono come e perché i membri dovrebbero perseguire una formazione per tutta la vita.

Nella sezione giovani del sito ufficiale della Chiesa, LDS.org, sotto la rubrica standard/istruzione, viene data la seguente guida, riguardante l’importanza di ottenere una buona educazione:

“L’educazione vi preparerà per un maggiore servizio nel mondo e nella Chiesa. Essa vi aiuterà a gestirvi meglio, gestire meglio la vostra famiglia e chi è nel bisogno. Essa vi aiuterà anche ad essere un saggio consigliere e compagno per il vostro futuro coniuge e un insegnante consapevole ed efficace per i vostri futuri figli”.

L’istruzione è un investimento che porta grandi ricompense e aprirà le porte per alcune opportunità che potrebbero altrimenti essere chiuse, per voi. Pianificate ora di ottenere una formazione. Siate disposti a lavorare diligentemente e a fare sacrifici, se necessario. Condividete i vostri obiettivi educativi con la vostra famiglia, gli amici e i dirigenti, in modo che possano sostenervi e incoraggiarvi.

L’anziano Dallin H. Oakes, del Quorum dei Dodici Apostoli, ha insegnato:

Come Santi degli Ultimi Giorni crediamo nella formazione, e abbiamo una filosofia su come e perché dovremmo perseguirla. La nostra fede religiosa ci insegna che dobbiamo cercare l’apprendimento tramite lo Spirito e che dobbiamo usare la nostra conoscenza per il bene dell’umanità.

La nostra ricerca della verità dovrebbe essere la più ampia possibile, come anche le attività della nostra vita, così profonda come lo consentano le circostanze. I Santi degli Ultimi Giorni dovrebbero cercare di capire i gravi problemi religiosi, fisici, sociali e politici dei nostri giorni. Più abbiamo conoscenza delle leggi celesti e delle cose terrene, maggiore è l’influenza che possiamo esercitare per il bene di coloro che sono intorno a noi e più sicuri diventeremo da influenze scurrili e dal male che può confondere e distruggerci.

 

La ricerca della conoscenza

L’educazione è un processo continuo, quindi dobbiamo costantemente imparare durante i diversi periodi della nostra vita. Facciamo un esempio: alla mattina della nostra vita, la nostra scuola è la nostra casa, gli studenti in classe sono i nostri fratelli, i nostri insegnanti sono i nostri genitori. Nel pomeriggio della nostra vita, la nostra scuola è un edificio fuori casa, gli studenti in classe diventano i nostri amici e confidenti e i nostri insegnanti sono quelli che hanno studiato e si sono preparati per diffondere la conoscenza, che noi useremo, mentre continuiamo il nostro viaggio attraverso la vita. E alla sera della nostra vita, continuiamo l’apprendimento nella scuola della vita con il mondo che diventa la nostra classe e la vita stessa diventa il nostro maestro.

Studenti di semonarioL’inizio di ogni nuovo giorno offre la possibilità di imparare cose nuove e interessanti. I mormoni attestano il fatto che l’uomo saggio impara più che può dalle sue esperienze di vita e con la sua nuova conoscenza e saggezza, egli è in grado di tracciare e individuare il suo corso nella vita. Va notato, tuttavia, che l’educazione dovrebbe comprendere molto più che le cose che si imparano nelle aule tradizionali, dai libri di testo. Esso dovrebbe includere anche l’apprendimento spirituale, che può essere ottenuto dallo studio delle Scritture, e per i Santi degli Ultimi Giorni comprende anche le parole dei profeti degli ultimi giorni. I Santi degli Ultimi Giorni sono anche incoraggiati a partecipare a corsi di Seminario e di Istituto, per continuare per tutta la vita a conoscere il piano del Padre celeste. E’ attraverso l’apprendimento spirituale che una persona, con l’aiuto dello Spirito Santo, è in grado di trovare risposte alle incertezze e alle sfide della vita.

Salomone, forse uno degli uomini più saggi che sia mai vissuto, ha scritto: “E ancora, da questi, figlio mio, sii ammonito: non c’è fine, al fare molti libri; ed è una fatica della carne, il molto studiare” (Ecclesiaste 12:12). Ci sono molti studenti che hanno verificato la veridicità di tale dichiarazione, quando hanno dovuto studiare il loro libro di testo, cercando di memorizzare materiale importante per un test o un esame. Nel fare il suo punto, però, Salomone non stava tentando di svalutare o minimizzare l’importanza della formazione, ma piuttosto il suo consiglio era: “Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il dovere dell’uomo. Poiché Dio mette in giudizio ogni opera, ogni cosa segreta, che si tratti di bene o che si tratti di male” (Ecclesiaste 12:13, 14).

Anche se la parola vera e propria “educazione” non è usata nella Bibbia, ci sono riferimenti, per quanto riguarda la sua importanza:

Nel libro dei Proverbi, un figlio è esortato ad ascoltare l’istruzione di suo padre e l’applicazione delle conoscenze apprese si chiama saggezza. La parola “formazione” non può apparire nella forma inglese, nella Bibbia, ma la Scrittura non dice molto circa il processo di educazione e comincia con il genitore e il bambino. Il comandamento per i genitori è quello di nutrire i loro figli nel Signore (Efesini 6:4) e la paideia è la parola greca, tradotta “nutrire” nella versione di re Giacomo, e porta con sé l’idea della formazione, dell’educazione, dell’istruzione e della disciplina.

Salomone ci dice che la base di ogni vera conoscenza è il timore del Signore (Proverbi 1:7). La parola “paura” qui non porta l’idea di terrore; piuttosto, significa soggezione e riverenza per la santità e la maestà di Dio e una certa riluttanza a deluderLo o disobbedirGli. Gesù disse che quando noi conosciamo la verità, la verità ci farà liberi (Giovanni 8,32). La libertà dalla paura deriva dall’essere educati nella Verità.

Studio delle scrittureNel libro dei Romani, l’apostolo Paolo usa la parola “conoscere” per ben undici volte. Che cosa è che egli ci esorta a conoscere? La Parola di Dio. Così, la conoscenza della Parola di Dio è assolutamente essenziale nel nostro processo di apprendimento spirituale. La Parola di Dio è verità assoluta, e la bellezza della verità assoluta è che si distingue sempre per i suoi meriti come la verità, indipendentemente se una persona crede, se un migliaio di persone credono, o se nessuno ci crede. La verità assoluta non ha bisogno del nostro voto di sostegno, per dichiararsi come verità, né si può invalidare semplicemente perchè siamo increduli. Tale “verità assoluta” non può essere scoperta, soltanto con la formazione tradizionale. Quando noi acquisiamo la conoscenza spirituale e la applichiamo alla nostra vita, siamo quindi in grado di servire il Signore in spirito e verità (Romani 6:11-13).

L’apostolo Paolo ci ammonisce anche: “Studiate per mostrare a voi stessi che siete approvati da Dio, che l’operaio non abbia di che vergognarsi, per la parola della verità” (2 Timoteo 2:15). Si fa notare che la parola greca tradotta “studio” significa diligenza, esercitare se stessi, o per fare in fretta ad applicare se stessi. Pertanto, nella nostra ricerca della conoscenza, al fine di educare adeguatamente noi stessi, dobbiamo includere come parte del processo educativo, l’applicazione personale dello studio della Parola di Dio. Per qualsiasi causa, in tutto il nostro apprendimento, dobbiamo evitare di essere, come avverte Paolo: “Solo apprendimento, e non possono mai pervenire alla conoscenza della verità” (2 Timoteo 3:7).

 

Perchè dovremmo essere interessati all’educazione

Il presidente Henry B. Eyring, primo consigliere della Prima Presidenza della Chiesa di Gesù Cristo ha insegnato:

Lo scopo delle creazioni di Dio e del Suo darci vita è quello di permetterci di avere l’esperienza di apprendimento necessaria per tornare a vivere con Lui, nella vita eterna. Questo è possibile solo se modifichiamo la nostra natura, attraverso la fede nel Signore Gesù Cristo, il vero pentimento e facciamo e manteniamo le alleanze che Egli offre a tutti i figli di Suo Padre, attraverso la Sua Chiesa. L’apprendimento vero deve avere una componente spirituale potente. Tale elemento spirituale, quando è efficace, raffina ed eleva gli obiettivi della nostra educazione totale.

La sete di istruzione può essere una benedizione o una maledizione, a seconda delle nostre motivazioni. Se continuiamo a cercare di imparare a servire Dio e i Suoi figli al meglio, è una benedizione di grande valore. Se cerchiamo di imparare per esaltare noi stessi, questo porta all’egoismo e all’orgoglio.

Il Signore e la Sua Chiesa hanno sempre incoraggiato l’educazione per aumentare la nostra capacità di servire Lui e i figli del nostro Padre celeste. Per ciascuno di noi, qualunque siano i nostri talenti, Egli dispone un modo affinchè noi possiamo “dare”. E farlo bene, implica sempre la conoscenza, non una volta o per un periodo di tempo limitato, ma continuamente.

Ricordate, siate interessati alla materia dell’istruzione, non solo per la vita terrena, ma per la vita eterna. Quando vedete la realtà in modo chiaro, metterete in primo luogo non solo l’apprendimento secolare, ma anche l’apprendimento spirituale. In realtà, lavorerete al vostro apprendimento laico di più di quanto fareste senza quella visione spirituale.

Studenti della BYUWilliam Ralph Inge, un autore inglese, sacerdote anglicano, professore di teologia a Cambridge, e Decano della Cattedrale di San Paul, forse ha detto la cosa migliore, quando ha dichiarato: “Il mondo moderno appartiene ad una classe piuttosto difficile di semi-istruiti , perché non si rendono conto di quanto poco sappiano”. Ai Santi degli Ultimi Giorni viene insegnato che anche se possono essere una parte del mondo, non sono del mondo. Pertanto, vengono istruiti fin dalla tenera età ad imparare, ma non a seguire, le filosofie degli uomini, a meno che non siano sagge. “E siccome non tutti hanno fede, cercate diligentemente e insegnatevi l’un l’altro parole di saggezza; sì, cercate nei libri migliori parole di saggezza; cercate l’istruzione, sì, mediante lo studio ed anche mediante la fede” (Dottrina e Alleanze 88:118). Si rendono conto dell’importanza dell’istruzione e dedicano la loro vita all’imparare continuamente, perché capiscono che “la gloria di Dio è l’intelligenza, o, in altre parole, la luce e la verità” (Dottrina e Alleanze 93:36) e “La luce e la verità abbandonano il maligno” (Dottrina e Alleanze 93:37).

 

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PERCHE’ ABBIAMO I MISSIONARI?

luglio 9, 2014 by · Leave a Comment
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LA CHIESA DI CRISTO E’ SEMPRE STATA MISSIONARIA

missionari mormoniUna delle domande più spesso rivolte ai membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni riguarda la presenza di migliaia di missionari a tempo pieno in tutto il mondo. Per molte persone, infatti, risulta difficile comprendere il perché dell’esistenza di un organizzazione missionaria nella nostra epoca. In realtà la risposta a questa domanda è molto semplice e si trova negli insegnamenti di Gesù Cristo. Quando Egli fu sulla terra chiamò i Suoi discepoli e diede loro l’autorità e responsabilità di predicare il Vangelo:”Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15). Dalle scritture apprendiamo che l’opera e la gloria di Dio consiste nel fare avverare l’immortalità e la vita eterna dei Suoi figli (vedere Mosè 1:39, Perla di Gran Prezzo). Affinché l’uomo acquisisca la vita eterna, ossia che viva per sempre alla presenza di Dio, è necessario che riceva le ordinanze del Vangelo di Gesù Cristo e che si sforzi di obbedire fino alla fine della sua vita alle alleanze contenute in tali ordinanze. Ovviamente perché ciò sia possibile è necessaria la presenza di servi autorizzati da Dio che insegnino ovunque il Vangelo di Gesù Cristo e che amministrino le ordinanze di salvezza a coloro che accettano il messaggio evangelico. L’opera missionaria, pertanto, è sempre stata parte essenziale del piano di Dio ed è stata sempre parte integrate dell’organizzazione del regno di Dio ogni volta che la Sua Chiesa è stata sulla terra.

IL VANGELO PREDICATO OVUNQUE

Così proprio come ai tempi quando cui il Maestro camminava sul suolo terrestre, anche nella nostra epoca, poiché la Chiesa di Gesù Cristo è stata restaurata nella Sua purezza e pienezza, le cose non sono cambiate. “Oggi,infatti, gli apostoli e i settanta hanno la responsabilità principale di predicare il Vangelo e di accertarsi che la buona novella sia portata in tutto il mondo. Il Signore disse a Joseph Smith: «Procl[ama] il mio Vangelo di paese in paese e di città in città…porta testimonianza in ogni luogo, ad ogni popolo» (DeA 66:5, 7). Nel giugno 1830, Samuel Harrison Smith, fratello del Profeta, cominciò il primo viaggio missionario per la Chiesa.

Da quel giorno, oltre un milione di missionari sono stati chiamati e mandati a predicare il Vangelo. Il messaggio che essi portano al mondo è che Gesù Cristo è il Figlio di Dio e il nostro Salvatore. Essi rendono testimonianza che il Vangelo è stato restaurato sulla terra tramite un profeta di Dio. Ai missionari viene data la responsabilità di predicare il Vangelo a tutte le persone, di battezzarle e di insegnar loro a fare tutte le cose che il Signore ha comandato (vedere Matteo 28:19–20). I missionari Santi degli Ultimi Giorni vanno a proprie spese in ogni parte del mondo a predicare il messaggio del Vangelo. ”(Il lavoro missionario, principi evangelici).

In questo momento ci sono più di 83000 missionari a tempo pieno che sfidano il caldo torrido o il freddo pungente, lo scherno, la fatica e le altre difficoltà che hanno sempre accompagnato gli umili servitori del Signore impegnati a predicare la Sua parola. Nonostante le avversità giovani uomini e donne valorosi continuano a sacrificare volontariamente dai 18 ai 24 mesi della loro vita allo scopo di portare il messaggio di Cristo ai loro fratelli e sorelle di qualsiasi paese.

Questo articolo è stato scritto da Roberto Scordari.

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L’USO SAGGIO DELLA TECNOLOGIA

giugno 23, 2014 by · Leave a Comment
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Se c’è qualcosa in quest’epoca moderna che batte ogni record di velocità è senza dubbio la tecnologia. Il progresso tecnologico, infatti, è talmente rapido che si riesce davvero faticosamente a seguirne il passo. Giornalmente sono creati nuovi aggiornamenti e nel giro di pochissimo tempo le produzioni della tecnologia, per quanto sofisticate, diventano presto obsolete perché surclassate da nuove invenzioni. Non solo, la tecnologia è ormai una parte talmente importante nella vita della gente che ormai sarebbe davvero difficile farne a meno. Se fino a un ventennio fa, ad esempio, avere il cellulare era un lusso cui pochi potevano permettersi, oggi assistiamo al fenomeno diametralmente opposto. E’ davvero raro trovare qualcuno che non possegga quantomeno un cellulare per famiglia. Molto più comune, invece, è vedere ragazzi, anche molto giovani, disporre di telefonini ipermoderni e all’ultimo “grido”. Quest’ultimo aspetto solleva un altro elemento importante nel quadro della società attuale. La nuova generazione, costantemente a contatto con le ultime innovazioni tecnologiche, porta con sé una distanza abissale con le generazioni precedenti, una distanza che si manifesta nell’esistenza di un vero e proprio nuovo linguaggio, nuove abitudini e modi di vivere assolutamente impensabili alcuni decenni fa.

L’AVANZAMENTO IRREFRENABILE DELLA TECNOLOGIA E’ POSITIVO O NEGATIVO?

mormon-family-history2-300x241Com’era inevitabile lo straordinario cambiamento epocale che la tecnologia ha portato nella società vigente ha sollevato non pochi dibattiti sul suo effettivo contributo. Sebbene si riconosca generalmente quanto, ad esempio, le nuove scoperte nel campo della comunicazione abbiano apportato un contributo notevole nelle possibilità dell’uomo e un livello di benessere maggiore, spesso ci si interroga su altri aspetti altrettanto importanti. Nella fascia giovanile troviamo un’alta percentuale di ragazzi estremamente capaci nell’uso degli strumenti forniti dalla tecnologia più avanzata, ma molto inadeguati nelle non virtuali relazioni interpersonali. Inoltre l’utilizzo degli smart phone o degli iphone in alcuni casi diventa talmente eccessivo che assume le caratteristiche proprie della dipendenza e incide negativamente sulla vita scolastica, lavorativa e sociale dell’uomo. Tutto questo fa sì che spesso si assista alla creazione di due posizioni diametralmente opposte: coloro che vedono il progresso della tecnologia come un qualcosa di prettamente negativo e coloro che, al contrario, lo leggono esclusivamente in chiave positiva.

LA POSIZIONE DELLA CHIESA DI GESU’ CRISTO DEI SANTI DEGLI ULTIMI GIORNI

Dato l’importanza dell’argomento e dell’impatto che esso ha nella vita quotidiana delle persone, gli apostoli e profeti moderni che dirigono tramite l’ispirazione divina la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, hanno spesso in modo chiaro espresso la loro opinione a riguardo, assumendo una posizione intermedia rispetto alle due opposte sopra citate. Vediamo nel concreto le parole di un apostolo, l’anziano David A. Bednar: “Viviamo in un periodo in cui la tecnologia può essere usata per ricreare la realtà, accentuarla e per crearne una virtuale. Per esempio, un medico può usare un software di simulazione per acquisire preziosa esperienza nell’eseguire una complicata operazione chirurgica, senza mai mettere a rischio un paziente umano. Un pilota in un simulatore di volo può ripetutamente mettere in atto procedure di atterraggio in casi di emergenza che potrebbero salvare molte vite. E ancora architetti e ingegneri possono utilizzare tecnologie innovative per mettere a punto progetti sofisticati e metodi di costruzione che riducono la perdita di vite umane e i danni agli edifici causati da terremoti e altri disastri naturali.

In ciascuno di questi esempi, un alto grado di fedeltà nella simulazione o nel modello contribuisce all’efficacia dell’esperienza. Il termine fedeltà denota la similarità tra la realtà e una rappresentazione della realtà. Tale simulazione può essere costruttiva se la fedeltà è alta e gli scopi sono buoni; per esempio, fornire esperienza che salva vite umane o migliora la qualità della vita”(Le cose come sono realmente, Anziano David A. Bednar)).

mormone-Donna-orgCome possiamo comprendere da queste righe l’anziano Bednar evidenzia come il progresso tecnologico in sé sia assolutamente positivo in quanto consente di realizzare cose in passato impossibili. Dopo aver sottolineato, però, i lati positivi dell’avanzamento tecnologico nella nostra epoca, egli leva una voce di ammonimento riguardo l’uso scorretto che potremmo farne:” Per favore, state attenti a non diventare così immersi e assorbiti da pixel, messaggi, cuffie, Twitter, altri social network, dall’uso di media che potenzialmente creano dipendenza e da Internet al punto da mancare di riconoscere l’importanza del vostro corpo fisico e da perdere la ricchezza delle comunicazioni faccia a faccia. Fate attenzione alle immagini e ai dati digitali nelle molte forme di interazione computerizzata che può prendere il posto del pieno spettro di capacità ed esperienze fisiche. Vi sottopongo due domande perché possiate considerarle nei vostri momenti di meditazione e di studio.

1. L’uso delle varie tecnologie e mezzi di comunicazione invita o impedisce la compagnia costante dello Spirito Santo nella mia vita?

2. Il tempo che passo a usare le varie tecnologie e mezzi di comunicazione accresce o diminuisce la mia capacità di vivere, amare e servire in modi costruttivi?”(Le cose come sono realmente, Anziano David A. Bednar).

Sebbene, pertanto, come ha sostanzialmente affermato l’apostolo Bednar la tecnologia sia una straordinaria opportunità per migliorare a vari livelli la vita dell’uomo, ciò che è di per sé virtù se non si fa attenzione può trasformarsi in vizio. Un utilizzo smodato della tecnologia che ci allontana da Dio e dalle relazioni con chi ci sta attorno e che assume i caratteri propri della dipendenza, può trasformarsi in un vero proprio ostacolo nel raggiungimento di obiettivi nobili, la perdita del contatto con le cose che contano realmente e, in definitiva, un allontanamento da quelle ciò che è duraturo e porta alla vera felicità.

Questo articolo è stato scritto da Roberto Scordari.

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