Perchè i mormoni svolgono il lavoro missionario?
La maggior parte delle persone ha familiarità con la vista dei missionari mormoni che vanno in bici o a piedi, per i quartieri, bussando alle porte. Gli uomini sono vestiti con abiti, camicie bianche e cravatte. Hanno i capelli corti. Le donne sono vestite con abiti o gonne, che cadono sotto il ginocchio. La maggior parte di essi, sono giovani adulti, ma alcuni sono coppie in pensione. I mormoni non vedono l’ora di essere chiamati in missione. Molti di loro lo fanno solo per l’amore di condividere le loro convinzioni, con altre persone.
Il nome corretto per la chiesa mormone è “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni”. Mormoni è solo un soprannome, una volta dato dai loro nemici, ma che i mormoni stessi usano bonariamente. Il fulcro del nome della chiesa spiega perché i mormoni hanno questo grande amore per il lavoro missionario. E’ la chiesa di Gesù Cristo e la Bibbia ci comanda di condividere il Suo Vangelo.
Gesù dice ai suoi undici apostoli: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15). Anche se stava parlando solo ai suoi Apostoli, in quel momento, sappiamo che la maggior parte di ciò che Egli ha detto loro si applica a tutti noi, perché tutti siamo discepoli di Gesù Cristo.
Per i mormoni, come per la maggior parte dei cristiani, la condivisione del Vangelo è parte delle nostre istruzioni di amare tutti i figli di Dio. Noi sappiamo che in Gesù Cristo abbiamo trovato qualcosa di straordinario, che può rendere felici gli altri. Vogliamo condividere questo “qualcosa” che è così incredibile.
C’è una storia nel Libro di Mormon, che aiuta ad illustrare questo punto. Un profeta chiamato Lehi ebbe una visione nella quale vide un albero bellissimo. L’albero portava un frutto magnifico che era il migliore e il più dolce, tra tutti i frutti che avesse mai assaggiato prima. Egli scoprì che mangiandolo, il frutto dell’albero avrebbe portato maggiore gioia a coloro che lo avrebbero mangiato, più di ogni altra cosa. Questo frutto rappresenta l’amore di Dio per noi e il Suo Vangelo. Che cosa ha fatto Lehi, subito dopo aver sperimentato la benedizione di consumare il frutto? Ha iniziato a cercare la sua famiglia, in modo da poterlo condividere con loro. Quando si trova qualcosa di meraviglioso, che può portare grande gioia, è ovviamente qualcosa che si vuole condividere con chi si ama.
Questa è una reazione tipica di chi scopre il vangelo di Gesù Cristo. Ci si rende conto di quanta gioia e pace porta nelle vite di ognuno e ognuno vorrebbe condividere con gli altri quello che ha. In un primo momento, si potrebbe cominciare con quelli che si amano di più, ma, nel corso del tempo, si trova la voglia di parlare con un gruppo più vasto di persone, per condividere con loro le benedizioni.
Un’altra storia del libro di Mormon, riguarda un uomo di nome Enos. Andò nel bosco e cominciò a pregare per il perdono dei suoi peccati. Egli provò così tanta gioia, quando ebbe ricevuto il perdono, che poi pregò affinchè le stesse benedizioni arrivassero a tutto il suo popolo. Poiché il suo cuore era stato ampliato dalla gioia e dall’amore, nel fare questo, egli iniziò anche a pregare per i suoi nemici. Voleva che avessero il Vangelo e anche le sue benedizioni. Il vangelo di Gesù Cristo ha questo potere. Può riempire i nostri cuori, in modo che possiamo amare tutti, anche i nostri nemici. Ci viene, infatti, ordinato di farlo:
“Ma voi amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperare nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi (Lc 6 : 35)”.
Dal momento che questi missionari a tempo pieno non hanno bisogno di partire in missione, non vengono pagati per andarci e non scelgono neanche dove andare… perché partono? Perché le persone anziane rinunciano a qualche anno di riposo, durante il pensionamento, e vanno sul campo di missione, a lavorare? Perché i mormoni rischiano di essere rigettati o molestati, per condividere le loro credenze?
Le due storie del Libro di Mormon spiegano perché i mormoni fanno il lavoro missionario. Il lavoro missionario è un atto d’amore. I missionari che si vedono per strada o alla porta non sono stati costretti ad andare in missione. Mentre gli uomini sono incoraggiati a farlo e le donne sono autorizzate a farlo, non è, comunque, obbligatorio. Il profeta mormone attuale, Thomas S. Monson, non ha svolto una missione, da giovane uomo. E’ stato, invece, in Marina. Più tardi, ha servito come presidente di missione, supervisionando i missionari in Canada. Oggi, naturalmente, il suo lavoro di profeta e presidente dei mormoni gli impone di servire come testimone speciale di Gesù Cristo. Tuttavia, da giovane adulto, egli non ha svolto una missione e, chiaramente, questo non ha influenzato la sua capacità di servire in altre chiamate, in chiesa.
I mormoni condividono la loro fede, a causa dell’amore di Gesù Cristo. Molti di noi sono stati convertiti, alla nostra fede. Perché un mormone ci ha parlato delle sue idee o perché un missionario ha bussato alle nostre porte e abbiamo trovato qualcosa che avevamo cercato per tutta la vita. A volte non sapevamo nemmeno che la religione fosse il segreto per risolvere i problemi che abbiamo dovuto affrontare, ma una volta che l’abbiamo capito, quanto sono migliorate le nostre vite e quanto abbiamo voluto condividere tutto questo, con altre persone. Sarebbe egoistico mantenere un “segreto” solo per noi, perché se guardiamo indietro e, poi, guardiamo gli altri, sappiamo che a loro manca qualcosa, di cui sappiamo che hanno bisogno.
I mormoni insegnano a non forzare le convinzioni degli altri. Tuttavia, se non lo offrono, l’altra persona non ha la possibilità di accettare o rifiutare il dono che vogliono fargli. Anni prima di diventare un mormone, sapevo che altri erano mormoni. Da adolescenti, molti sono stati troppo timidi per condividere ciò in cui credevano, non sapendo che avrebbe potuto interessarmi. Quando, finalmente, qualcuno l’ha fatto, avrei voluto che gli altri avessero trovato il coraggio di farlo prima. Mi rendo conto di quanti anni ho sprecato, senza saper costruire un rapporto personale con Gesù Cristo, perché la gente non voleva rischiare di offendermi. A volte, con troppo entusiasmo, ho condiviso le mie convinzioni ma, alla fine, so che spetta a ciascun individuo prendere la propria decisione su come gestire il dono che offro, ma so anche che è una mia responsabilità, datami da Dio, di offrirlo rispettosamente agli altri, per dar loro la possibilità di accettarlo o rifiutarlo.
Dopo tutto, se il segreto della felicità eterna, fosse nascosto nel tuo cuore… non lo condivideresti?
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